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Gli studi Halldorsson e Ramazzini sugli edulcoranti ipocalorici sono stati criticati da scienziati di fama fin dalla loro pubblicazione nel 2010

gennaio 2011

In risposta alle recenti accuse agli edulcoranti ipocalorici, l'Associazione Internazionale Edulcoranti vorrebbe che il pubblico francese prendesse atto delle osservazioni di scienziati europei di spicco in materia di epidemiologia, tossicologia alimentare e nella valutazione dei rischi per la salute.

 

· Il consumo di edulcoranti ipocalorici non è causa di parti prematuri

· La metodologia e le conclusioni di questi studi sono già stati messi in discussione dai professori La Vecchia (Italia), Larsen (Danimarca) e Renwick (Regno Unito)

· L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha confermato in diverse occasioni la sicurezza dell'aspartame, confutando le conclusioni di precedenti studi sull'aspartame pubblicati dalla Fondazione Ramazzini

· Le dosi somministrate a topi nel più recente studio Ramazzini sono molto elevate e non hanno alcun rapporto con la normale esposizione umana all'aspartame attraverso il cibo che consumiamo

· L’Associazione Internazionale Edulcoranti (ISA) accoglie con favore le misure adottate dall’Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare (ANSES) ed è fiduciosa per i risultati futuri delle loro analisi

 

1.       Gli edulcoranti ipocalorici non sono causa di parti prematuri

 

L’uso di edulcoranti ipocalorici è stato ampiamente studiato sia negli esseri umani che negli animali. Questa ricerca non ha mostrato effetti negativi connessi all'uso di edulcoranti ipocalorici né sulla madre, né sul nascituro nella fase dello sviluppo. [1]

 

Lo studio Halldorsson[2]afferma che l’assunzione di bevande analcoliche ipocaloriche sia gassate che non gassate, dolcificate con aspartame, aumenta il rischio di parto pretermine.

 

Tuttavia, le autorità sanitarie – EFSA, ANSES e il Comitato Congiunto di Esperti internazionali sugli additivi alimentari dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (JECFA) - hanno concluso più volte (5 occasioni) che l'aspartame è sicuro sia per la popolazione comune che per i gruppi sensibili. L'assunzione di aspartame è stata autorizzata più di 30 anni fa e da allora sono state effettuate numerose ricerche, nessuna delle quali ha sollevato questioni circa i vantaggi derivanti dal consumo cibi e bevande dolcificati con aspartame, sia per la società in generale che per gruppi particolarmente sensibili della popolazione.

 

La metodologia e le conclusioni dello studio danese sono state messi in discussione da molti scienziati:

 

o        A seguito della pubblicazione dello studio del Dr. Halldorsson e del suo team sull’American Journal of Nutrition, il professor Carlo La Vecchia, epidemiologo presso l'Istituto Mario Negri di Ricerche Farmacologiche dell'Università degli Studi di Milano (Centro di eccellenza dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) , ha risposto su questa stessa rivista nel mese di ottobre 2010 che i dati forniti in questo studio non comprovano le conclusioni sul ruolo combinato degli edulcoranti ipocalorici e delle bevande analcoliche (gassate o non gassate) e, di conseguenza, sul potenziale ruolo svolto dagli edulcoranti ipocalorici  nelle nascite premature.

 

o        Il professor John-Christian Larsen (Danimarca), Direttore del Dipartimento di Tossicologia e di Valutazione del Rischio presso il Danish Technical Institute (DTU) ha rilasciato un commento su questo studio nel luglio 2010[3]: "Ad alcune persone, per qualsiasi motivo, non piace l'aspartame, lo ritengono la causa di tutti i tipi di malattie, ma non ho riscontrato nessuna ricerca che mi ha portato a dubitare della sua sicurezza. È quindi sorprendente che l'aspartame abbia un effetto sulla durata della gravidanza. Tale durata non può essere spiegata biologicamente ".

 

Poiché lo studio Halldorsson è stato pubblicato nel luglio 2010, le autorità sanitarie danesi non hanno mai ritenuto necessario rivedere la loro posizione circa la sicurezza dell’aspartame.

 

o        Nell’ottobre 2010, il professore emerito Andrew Renwick della School of Medicine presso l'Università di Southampton (Regno Unito) ha sottolineato che è difficile determinare in uno studio epidemiologico la data di inizio di una gravidanza, elemento che ha un impatto sulla pertinenza delle conclusioni osservate. Egli ha inoltre evidenziato altre elementi significativi di questo studio, "i maggiori consumatori di bevande fumavano di più (ad indicazione di una possibile mancanza di consapevolezza della salute)”.

 

Molti fattori aumentano il rischio di nascite premature, come il fumo, il diabete, una cattiva alimentazione, l’anemia, lo stress, la depressione e molti altri, tra cui il sovrappeso e l'obesità. Tuttavia lo studio non considera gli effetti associati a questi fattori di rischio.

 

2.       Dopo aver esaminato gli studi precedenti pubblicati dalla Fondazione Ramazzini, EFSA ha confermato che l'aspartame non causa il cancro.

 

Nel maggio 2006, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare(EFSA) ha riconfermato la sicurezza dell'aspartame, respingendo inequivocabilmente le dichiarazioni di Morando Soffritti della Fondazione Ramazzini (FER), il quale aveva asserito che l’aspartame non è sicuro.

 

Nell'aprile 2009, a seguito di ulteriori dichiarazioni da parte della Fondazione Ramazzini sulla sicurezza dell'aspartame, l’Autorità europea per la sicurezza alimentareha così concluso: "Sulla base di tutte i dati attualmente disponibili, tra cui l'ultimo studio pubblicato da FER, non si riscontra alcuna indicazione di potenziale genotossicità o cancerogenicità dell'aspartame e non vi è alcun motivo per rivedere la dose giornaliera accettabile (DGA) dell’aspartame precedentemente stabilita pari a 40 mg/kg di peso corporeo ".

 

Inoltre, nell’aprile 2010, a seguito di una revisione di tutte le prove scientifiche disponibili sull’aspartame, la relazione di un gruppo nazionale di esperti dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare nazionali sull'aspartame ha condotto alle seguenti conclusioni: "Gli esperti nazionali non hanno individuato nessuna nuova prova che giustifichi una raccomandazione all'Autorità europea per la sicurezza alimentare affinché vengano riconsiderati i pareri adottati precedentemente [sull'aspartame] da parte dell'EFSA e del Comitato scientifico per l’alimentazione (SCF) ".

 

La metodologia e le conclusioni del più recente studio della Fondazione Ramazzotti[4]sono state messi in discussione dagli scienziati: 

 

Nell’ottobre 2010 il professor Renwick ha sollevato le seguenti incongruenze in relazione allo studio:

-          "La tesi dell'autore, secondo cui i risultati ottenuti sono statisticamente significativi per gli esseri umani è contraddetta dai dati umani provenienti da studi epidemiologici sul cancro [500000 persone[5]]. Recenti studi epidemiologici non hanno mostrato nessuna prova di una relazione tra i vari tipi di tumori umani e l'assunzione di edulcoranti intensi.

-          Il metabolismo semplice dell’aspartame in 3 semplici componenti della nostra dieta alimentare, l'assenza di elementi genotossici e gli studi di epidemiologia umana dimostrano che l'aspartame non produce il cancro negli esseri umani. Di conseguenza, queste ultime conclusioni [Ramazzini] sugli animali non indicano un rischio per la salute umana ".

 

Va notato che le dosi somministrate ai topi nello studio Ramazzini sono estremamente elevate e in nessun modo corrispondono ai livelli di esposizione tramite alimentazione:

 

Una donna del peso di 60 kg dovrebbe consumare su base giornaliera per tutta la vita l'equivalente di 10000 gomme da masticare dolcificate con aspartame, 40 litri di bevande dietetiche, 200 dolci ipocalorici contenenti latte, 300 edulcoranti da tavola tutti contenenti aspartame, per raggiungere i livello di esposizione testati in questo studio.

 

Tale livello di assunzione è equivalente a 50 volte la dose giornaliera accettabile (DGA). Va ricordato che il consumo di aspartame da parte dei più grandi consumatori francesi di prodotti ipocalorici dolcificati è pari al 7% della DGA, o è 700 volte inferiore alle dosi utilizzate dallo studio Ramazzini.

 

3. Questi due studi verrano riesaminati da autorità indipendenti

 

In risposta alla pubblicazione degli studi danesi e italiani, l’Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare ha annunciato che "esaminerà senza indugio questi nuovi studi, al fine di formulare eventuali raccomandazioni alle autorità francesi e riferirà questo caso, qualora fosse necessario, all’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), responsabile della valutazione dei rischi. "

 

Inoltre, nella sua dichiarazione ANSES evidenza chiaramente le seguenti conclusioni delle autorità indipendenti di sicurezza alimentare:

- Le conclusioni dell'EFSA sui precedenti studi riguardanti l’aspartame condotti dalla Fondazione Ramazzini - giudicate prive di fondamento

-   Le conclusioni della recensione AFFSA (oggi ANSES) sull’aspartame del 2002, volta ad analizzare circa 80 pubblicazioni scientifiche, rivelò che la mole di prove scientifiche non comprova l’affermazione che l’aspartame rappresenta un pericolo per la salute.[6]

 

L’Associazione Internazionale Edulcoranti accoglie favorevolmente gli sforzi profusi dalle autorità francesi al fine di rassicurare i consumatori francesi sull’aspartame. L'Associazione Internazionale Edulcoranti è fermamente convinta che sarà riconfermata la sicurezza di questo edulcorante ipocalorico adatto a tutti.

 



[1]Safety Evaluation in Pregnancy', by Robert S. London – Jay T Rorick Jr.published in 'Clinical Evaluation of a Food Additive, Assessment of Aspartame', (Edition 1996), by Tschanz et al

[2] Intake of artificially sweetened soft drinks and risk of preterm delivery. Halldorsson TI et al. AJCN, 30 juin 2010

[3] Aspartame Administered in Feed, Beginning Prenatally Through Life Span, Induces Cancers of the Liver and Lung in Male Swiss Mice. Soffritti et al. American Journal of Industrial Medicine, September 2010

[4] Aspartame Administered in Feed, Beginning Prenatally Through Life Span, Induces Cancers of the Liver and Lung in Male Swiss Mice. Soffritti et al. American Journal of Industrial Medicine, September 2010

[5] Aspartame Administered in Feed, Beginning Prenatally Through Life Span, Induces Cancers of the Liver and Lung in Male Swiss Mice. Soffritti et al. American Journal of Industrial Medicine, September 2010

[6] Rapport de l'Agence française de sécurité sanitaire des aliments sur la question d'un éventuel lien entre exposition à l'aspartame et tumeurs du cerveau. Afssa. 7 mai 2002.

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